Come ottenere un modello 3d da un rilievo fotogrammetrico Febbraio 8, 2021 – Posted in: Domande frequenti sulla Fotogrammetria, Fotogrammetria con Drone - Software – Tags: ,

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Se ti occupi di fotogrammetria con drone, uno degli elaborati più richiesti e comuni che ti può capitare di offrire è proprio il modello 3D.

Ma come si elabora correttamente e quali sono gli accorgimenti in volo per ottenere un modello 3D?

Innanzitutto dobbiamo distinguere la “natura” del soggetto da fotografare e quindi da rilevare.

Se il soggetto di nostro interesse è per lo più pianeggiante, senza particolari discontinuità possiamo scattare foto nadirali (con la camera puntata verso il basso).

Esempi di soggetti pianeggianti e regolari: un campo senza particolari dislivelli, un tetto o una copertura senza elementi discontinui. In questo caso, siccome il soggetto di interesse è per lo più pianeggiante, non sono necessarie le foto con prese oblique, perché, di fatto, non ci sono elementi altimetrici importanti.

Invece, dovrai operare diversamente, se il soggetto di interesse si sviluppa in altimetria. Esempi di soggetti che si sviluppano in altimetria: un monumento, un versante collinare o montuoso, un manufatto o una costruzione delimitata da pareti e prospetti vari. In questo caso è bene che il volo preveda foto di presa obliqua e frontale con voli orbitali. Così potrai descrivere bene tutto il soggetto da rilevare e potrai raccogliere quanti più dati possibili sulla sua altimetria e sulla sua ben definita tridimensionalità.

Una volta che tu abbia eseguito correttamente le operazioni di presa degli scatti in volo, potrai quindi passare all’elaborazione software che ti dà come output il modello 3D.

Per la generazione di questo tipo di output esistono appositi software. I migliori sono Agisoft Metashape, 3DF Zephyr, Pix4DMapper. Se darai “in pasto” a uno di questi programmi le foto digitali correttamente ottenute col tuo drone in volo, vedrai che il modello 3D verrà realizzato semplicemente lanciando il comando di elaborazione.

Con questa semplice sequenza di operazioni otterrai un modello 3D che riproduce graficamente il soggetto di tuo interesse. L’output, che otterrai così, avrà valore di rappresentazione, di dimostrazione del soggetto nelle sue tre dimensioni, e potrà essere usato per gli scopi che richiedono soltanto di rappresentare la pura e semplice tridimensionalità.

Per ottenere invece un modello 3D valido a fini metrici ed estremamente accurato, ovvero che permetta di misurare in modo estremamente accurato il soggetto (gli oggetti, i vari edifici) è necessario prendere anche i punti a erra (detti GCP).

In questo caso alla sequenza di operazioni che abbiamo visto prima (che servivano per  realizzare un modello puramente grafico) dovrai aggiungere un altro passaggio importante: dovrai rilevare in campo i punti a terra (marker) che serviranno al software di elaborazione per georiferire e per dare affidabilità metrica al modello 3D.