Che cos’è la fotogrammetria aerea Gennaio 25, 2021 – Posted in: Domande frequenti sulla Fotogrammetria, Fotogrammetria con Drone - Teoria, Tecnica e Procedure – Tags: ,

Che-cos'è-la-fotogrammetria

La fotogrammetria aerea, è una tecnica che grazie a delle foto scattate in volo, permette di ricostruire le forme, gli oggetti, presenti nella realtà e di misurarli.

Per farla semplice, possiamo dire che fotogrammetria significa misurazione per immagini: con la fotogrammetria aerea ricostruiamo un’area di nostro interesse e la misuriamo.
E’ importante dire che esiste sia la fotogrammetria svolta a terra, che la fotogrammetria aerea. Tuttavia questo articolo ci focalizzeremo sulla fotogrammetria aerea.

La fotogrammetria aerea si è evoluta nel tempo, dalla topografia classica alla moderna geomatica. Oggi raggiunge livelli che erano impensabili solo qualche anno fa, sia dal punto di vista dei risultati che si ottengono, sia dal punto di vista operativo.

Ancora pochi anni fa, se si voleva eseguire un rilievo aereo di un’area o di un manufatto di interesse, i mezzi disponibili erano palloni aerostatici fermati, elicotteri o aeroplani.

I fotogrammi scattati in volo venivano sovrapposti a comporre fotomosaici dall’alto con i principi della stereoscopia.

Le risorse di allora permettevano di ottenere solo misure in planimetria o rappresentazioni di insieme dell’oggetto di interesse.

I mezzi impiegati richiedevano :

  • grande impegno economico;
  • piani di sicurezza contro gli alti rischi del volo con pilota a bordo;
  • lunghi tempi di elaborazione sulle foto analogiche.

Oggi, invece, la tecnica della fotogrammetria aerea si avvale di un enorme vantaggio tecnologico rispetto al passato: il drone.

L’impiego dei droni, oggi è supportato da due fondamentali integrazioni:

  • le app sui dispositivi mobili di pianificazione delle missioni di volo;
  • i software di elaborazione.

Sfruttando la capacità di calcolo della macchine si è potuto ridurre lo sforzo dato dall’errore umano e ottimizzare i risultati.

In poche ore, con accuratezze centimetriche o millimetriche, oggi è possibile avere l’elaborato fotogrammetrico (output) in 2D o 3D.

Questo avviene usando droni prosumer che si trovano sul mercato a poche centinaia di euro; e con software performanti per l’elaborazione che si possono noleggiare mensilmente.

Poter usare i multicotteri per le mappature più circoscritte e in spazi urbanizzati, o i droni ad ala fissa per le aree più estese, ha prodotto diversi miglioramenti.

Infatti oggi possiamo programmare le missioni per il rilievo scegliendo il tempo minimo necessario al volo . E possiamo scegliere anche gli intervalli automatici di spazio e di tempo per gli scatti da eseguire.

Tutto ciò ha comportato:

  • abbattimento generale dei costi rispetto alla topografia classica e alla fotogrammetria tradizionale;
  • accuratezza dei rilievi fotogrammetrici esponenzialmente migliorata;
  • operazioni sul campo ed elaborazione dei dati incredibilmente semplificate.

Inoltre, avere a disposizione diversi tipi macchine, per eseguire rilievi di varia estensione, rende conveniente usare la fotogrammetria aerea in molteplici contesti.

In pratica la fotogrammetria aerea si dimostra utile in tutti i casi in cui non vi siano ostacoli al volo, oppure ostacoli a fotografare l’oggetto di interesse (com potrebbe capitare, invece per il terreno coperto dagli alberi di un bosco).

Il vantaggio tecnologico apportato dal drone, quindi, non  ha permesso soltanto di fare un salto di qualità alla tecnica della fotogrammetria aerea.

Di fatto la fotogrammetria aerea con drone si è trasformata da applicazione operativa della topografia e della modellazione 3D in opportunità di business e in vera e propria attività professionale.

I nuovi operatori fotogrammetrici con l’uso del drone creano soluzioni nuove e più efficaci. E danno risposte ai bisogni nel mercato dei servizi per l’edilizia, l’architettura, la geologia, la cartografia, il monitoraggio ambientale, i beni culturali e l’amministrazione del territorio, gli studi tecnici dei professionisti.