Come scegliere il drone per fare fotogrammetria Gennaio 11, 2021 – Posted in: Domande frequenti sulla Fotogrammetria, Fotogrammetria con Drone - Teoria, Tecnica e Procedure – Tags: , ,

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Se intendi occuparti di fotogrammetria non come hobby, ma invece a livello professionale, se vuoi che la fotogrammetria sia o diventi presto la tua attività e il tuo modo di “guadagnarti il pane”, allora per scegliere il tuo APR (Aeromobile a Pilotaggio Remoto) dovrai tenere conto di alcuni aspetti.

Vediamo di seguito quelli più importanti:

  • La fotocamera. La camera montata su drone appropriata per fare fotogrammetria è fondamentale. Dovrai valutare se usare una camera che produce immagini in JPEG, formato compresso, che permette meno modifiche e trattamenti al tuo dataset prima dell’elaborazione fotogrammetrica. O Se affidarti a una camera che scatta in RAW, formato grezzo nativo, lasciandoti più libertà di equalizzare le immagini prima di elaborarle col tuo software per l’output 2D o 3D che ti interessa. Anche le dimensioni del sensore fotografico sono da considerare, molto più che la risoluzione in uscita. Avere un sensore più ampio e che tende ad avvicinarsi di più al pieno formato, ti permette di catturare meglio i dettagli e con più chiarezza, anche quando la risoluzione della foto prodotta è uguale a quella che si ottiene con un sensore più piccolo. Inoltre per scegliere correttamente il drone da usare in fotogrammetria bisogna considerare un altro aspetto importantissimo della fotocamera. La fotocamera, ovvero la sua lunghezza focale e le dimensioni del suo sensore influiscono sul valore di GSD e di footprint che otterremo dagli scatti per fare il nostro rilievo. E per lavorare bene in fotogrammetria vogliamo ottenere i migliori valori di GSD e footprint possibili.
  • L’aspetto normativo. Non puoi trascurare la normativa se usi i droni a livello professionale. Un drone più leggero ha molti meno impedimenti al volo legale dei suoi simili più grossi e pesanti. Questo vuol dire che, per eseguire rilievi in aree più problematiche, come possono essere i centri abitati, un drone leggero ha più possibilità di impiego di un APR più ingombrante, richiedendo anche meno abilitazioni al pilota ed eliminando molti problemi di richiesta di autorizzazioni e permessi. Si racconta inoltre che un fotografo pluripremiato abbia detto: “il drone migliore è quello che puoi portare sempre con te (e che puoi far volare ovunque)”. Anche in questo senso, quindi vale il detto piccolo è bello.
  • Altre caratteristiche del drone. Anche i droni più piccoli ed economici di fascia prosumer, presenti sul mercato nel momento in cui scrivo questo articolo, sono ormai tutti compatibili con le app di mission planning fotogrammetrico e con il volo a waypoint. Se, però, ti capita di usare un modello di drone meno nuovo, assicurati che sia abilitato all’uso di app che permettono il volo a waypoint e che non ti crei problemi con il pianificatore di volo. L’ultima caratteristica da considerare è il budget di spesa. Specialmente se sei all’inizio, non è conveniente spendere grosse somme per acquistare un drone. Ha molto più senso partire con un drone economico, certamente non di qualità scadente, ma di fascia prosumer, che sia sufficientemente affidabile per la tua professione, ma che sia un investimento il più possibile leggero per l’avvio della tua attività. Dopo che avrai incassato abbastanza denaro per i tuoi obbiettivi, potrai scegliere tranquillamente un APR più performante e probabilmente anche dotato di tecnologia più recente, data la grande velocità con cui si evolvono i modelli nel mercato dei droni.